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Caro San Valentino …

Caro Valentino,
io non so perchè ti hanno fatto Santo!!!

L’amore è una gran casino e una gran tribolazione. Non sai mai domani cosa accadrà, se lei ti amerà, se dirai una parola fuori posto, oppure se incontrerà un altro principe!
Insomma a volte pensi che sia più la sofferenza che la gioia!

Ma la vita senza amore non è proprio immaginabile. C’è qualcosa che ti fa tornare a casa tutte le sere di corsa per poter cenare a fianco a lei, vedere i suoi occhi, sentire la sua voce, le sue risate, i suoi sbotti di gelosia! C’è qualcosa che ti fa immaginare il futuro solo con lei, i viaggi insieme, le cene con i suoi amici, una casa da sogno costruita per accogliere una coppia e ridere sulla terrazza con tutto il suo mondo.

C’è qualcosa che ti fa lavorare sodo per poter creare una famiglia felice… lo so , sembrano cose banali, uno fa tanto il figo e poi scopre a quarant’anni (pardon 41!) che le cose belle della vita sono semplici, vicine e difficili comunque da proteggere.

Ti devo anche dire che ci sono poi delle cose …così, diciamo niente male! Non so se posso dirtelo a te, ma toccare le sue labbra tese, accarezzare i suoi seni forti e rosei, caro Valentino, è una cosa da milleunanotte!!

Tu non puoi capire certe cose perchè sei Santo, ma fare l’amore con lei, sentirla vicino e piano piano scaldare il suo cuore è una libidine meravigliosa.

Quindi nonostante io sia un alternativo di sinistra anticonformista, caro San Valentino proprio oggi voglio ringraziarti e augurarti ogni bene.

Fra l’altro, se non lo conoscessi, ho conosciuto un tuo amico in India, che fa il santone anche lui e aiuta le anime perse a ritrovare le anime gemelle…se vuoi dare questa dritta a qualche cuore infranto fallo pure, io ne sarò felice.

Quindi un bacio, caro Vale, stai bene, stasera lei è stanca ma io ho una piccola sorpresa e spero proprio che non si addormenti prima!

Baci e abbracci

Tuo
stimatissimo
A.

Sono come tu mi vuoi

Sono
come tu mi vuoi
ti amo
come non ho amato mai
Io sono
la sola
che possa
capire
tutto quello che c’è da capire in te.
Forse
se tu baciassi me
forse
capiresti meglio che
io sono la sola
che tu
possa amare
non lo vedi che sono a due passi
da te.
E non sai quanto bene ti ho dato
e non sai quanto amore sprecato
aspettando in
silenzio che tu
ti accorgessi di me
per capire
quello che già sai
che sono
Sono Come Tu Mi Vuoi
come tu mi vuoi.
Io
sono
la sola
che tu
possa amare
non lo vedi che sono a due passi
da te.
E non sai quanto bene ti ho dato
e non sai quanto amore sprecato
aspettando in silenzio che tu
ti accorgessi di me
per capire
quello che già sai
che sono
sono come tu mi vuoi
come tu mi vuoi
come tu mi vuoi
come tu mi vuoi!!!!

Pensieri da viaggio

acacus.jpg

La tua anima è più lenta della tua corsa per il mondo. Se rimane indietro, aspettala, perché è ancora legata a persone e luoghi che l’hanno resa felice e fatta evolvere.

Ricordati di gustarti il viaggio passo dopo passo, attimo dopo attimo. Non esistono scorciatoie.

A volte le persone escono e scivolano via dal tuo cuore senza neanche che tu te ne accorga. Ma a volte si nascondono in un luogo segreto e rispuntano all’improvviso, nel silenzio siderale di una notte stellata.

Di fronte a questo infinito mare di sabbia e di luce, continua ad amare, non dimenticare.

Cammini, corri, ti arrampichi, sudi, hai freddo. Non sempre sai quello che stai cercando, raramente sai chi ti puo’ aiutare a trovarlo. L’importante è che ci sia qualcuno a casa al quale non vedi l’ora di raccontarlo.

Ora che sei salita in cima al mondo e percorri strade avventurose battute da cavalieri impavidi ed esploratori dal cuore forte, non ti scordare di posare il cavallo e le armi e di venirmi incontro.

Ama di più e pensa di meno. “All you need is love”.

Per amare devi saper soffrire, perché se ottieni qualcosa ne perdi sicuramente un’altra.

Quando dubiterai di amarmi, dovrai solo chiudere gli occhi e in silenzio ascoltare il respiro della tua anima e il battito del tuo cuore. Solo allora, nel vuoto che temi, mi troverai.

Chiedi al Tuareg qual è la fonte del suo coraggio. Ti dirà che il vero coraggio viene dalla tenerezza.

I tuoi occhi incantano e la tua mano avvolge, accarezza, nutre. “I want to hold your hand”.

Ho avuto voglia di lasciarti stare, di lasciarti andar via. Ma qualcosa mi dice che devo aspettarti, per realizzare il progetto della mia vita.

Ora che hai capito di fronte ai segni antichi dell’uomo e ai paesaggi infiniti della Terra che sei una persona meravigliosa, non consentire più alla tua libertà e alla tua indipendenza di essere più forti del tuo amore e della tua bontà.

C’è ancora un vuoto qui intorno a me.

Ho smesso di amare donne che amavo, ma non ho smesso di volergli bene. Non smetti di desiderare che siano felici, ma smetti di desiderare di vivere ogni giorno la loro vita.

Un giorno ti sentirai così forte e così felice che riuscirai a condividere, senza nascondere o fuggire, la bellezza del tuo essere con tutte le persone che ami, con tutti quelli ai quali vuoi bene.

Ora che inizi a correre ricordati che ti seguirò passo dopo passo e ti inseguirò finché continuerai a fuggire da te stessa. Solo quando ti troverai, io potrò riposarmi.

L’uomo vero non piange su se stesso, le sue lacrime sono sempre destinate agli altri.

Anche se mentre ti nascondi nel deserto, sarai rapita da un principe Tuareg e portata su un carro verso un cielo stellato blu cobalto, il calore della tua anima si espanderà nell’universo, ci avvolgerà, ci incanterà e verremo a salvarti …se lo vorrai!

Un tempo mi seduceva l’intelligenza e la forza delle persone. Oggi mi seducono molto di più la dolcezza e l’amore.

Non abbandoneresti mai un’amica, perché allora vuoi abbandonare il compagno che ti ama.

Mentra attraversi con la tua carovana l’universo, ricordati che ci sono persone che si amano senza paura. “Across the universe”

Un giorno ti chiameremo mamma, lo resterai per tutta la vita.

Se tocchi la sofferenza nel profondo di te stessa e negli altri, nascerà la comprensione. Se nasce la comprensione, l’amore e l’accoglienza seguiranno, e la sofferenza si placherà.

Di fronte a questo deserto ti rendi conto che il vuoto è grandezza.

Anche chi ci ha fatti soffrire soffre.

Ascolta con compassione, ascolta con la volontà di lenire la sofferenza dell’altro.

La tua capacità di amarmi dipende interamente dalla capacità di amare te stessa.

Apriti senza resistenza né timidezza e guarda in faccia il mondo, lascia che esso sfiori il tuo cuore.

Ora che sei nella tua tenda, stanca e frastornata dal viaggio, ti viene alla mente che in molti ti corriamo dietro, attratti dalla la luce abbagliante del tuo cuore, che tu a volte vorresti nascondere.

E’ nella vulnerabilità del cuore che si scopre il coraggio.

Prendersi una pausa di riflessione significa fare un passo indietro e capire che non siamo altro che pesciolini in un immenso stagno.

Bisogna imparare ad amare per essere amati.

Non dimenticare che la forza del tuo spirito e l’energia della tua libertà dovranno sempre trovare conforto e rigenerazione nel calore del legame e nella bellezza della creazione.

Non puoi amarmi ora, devi prima conoscere te stessa. Solo allora mi amerai come io ti amo ora.

Puoi non dare retta alla tua paura, lei ti porta a esagerare.

Che questo viaggio possa lasciare uscire e fluire i tuoi colori, la tua musica, la tua creatività. Dalle coraggio, liberala dalla tua razionalità e falla divertire con la tua fantasia. Se leggerai queste parole, mi porterai un granello di sabbia.

Non possiamo creare ogni cosa, ma ogni cosa possiamo distruggerla.

I tuoi occhi sono intensi e radiosi come i lampi chiari della luce di Zanzibar. Il tuo sguardo penetra, attraversa, sorpassa, gira. Sale e tira giù in picchiata come l’aquila del Malawi. Ora vedo i tuoi occhi prendere il colore e l’anima del deserto, s’illuminano di un’immensa bellezza e di una forza primitiva.

Caro Babbo Natale

elefante_magico_africano.jpg

Caro Babbo Natale,
non te l’aspettavi ehh?
E’ un sacco di tempo che non ci parliamo,
dai devi ammettere che non ti ho quasi mai disturbato.

Quest’anno invece ho bisogno di te,
puoi esaudire un mio grandissimo desiderio?
Tu porti i regali ai bambini, giusto?
Vorrei che tu portassi un regalo speciale a una mia amichetta.
Ora non essere curioso come al solito, stai sulla slitta e ascolta.

L’ho conosciuta da poco e non la conosco ancora bene.
Le ho dato il primo bacetto su un albero in Africa.
No… non ti preoccupare, non ci ha visti nessuno.
C’era solo un piccolo elefante curioso.
Anzi devo dire che è tutto merito suo!

Ora lei è fuggita, eh già … è così caro Babbo, che ti devo dire, qualche cazzata l’ho fatta!
Lei è un po’ confusa, si tiene alla larga da me, è tornata alla sua vita di sempre.
Rimescola nel passato … una gran brutta storia Babbo, …non essere triste!

Lei non sta male, anzi vedrai è bellissima, credo sia serena,
molto presa dai suoi giochi, c’ha un sacco di cose da fare, ma è felice?
Ecco, vorrei che tu le sussurrassi in un orecchio,
quello buono mi raccomando perchè a volte non ci sente tanto bene…
o comunque le piace farsi ripetere le cose almeno due tre quattro volte.

Non distrarti ora però, ti dicevo sussurrale
in un orecchio,
questa piccola frase:

Piccola Elena prova a essere felice con me!

Babbo, mi raccomando pure tu,
non fare cazzate, non ti sbagliare, orecchio, persona etc.
Poi ricorda che è una bambina piccola, dolce ma tosta come un muro a secco della sicilia!
Quindi, sii carino, sii gentile e dalle tutto il mio amore e tutto il tuo coraggio, io non ne ho più!

Un ultima cosa Babbo, sembra banale ma non lo è, …
come spiegarti, insomma …non è che puoi vestirti meglio,
non so, … invece di quello zaino da sfigato non hai un bel borsone Louis Vuitton?

Vabbè, dai … ciao ciao ciao, vai ora che fai tardi
che quella parte e poi non la becchi più e ti perdi nel deserto!

In bocca al lupo, Babbo.
Ti aspetto, con affetto
Cica

Dammi solo un minuto





Maroon5

Won’t Go Home Without You

She will be loved

Wake Up Call

Addio

Cara Vallombrosa stop. Chiudo questo blog. Almeno momentaneamente.
Sotterro questo secret box, poco segreto e poco privato ormai.

Ho esagerato. Sono anche provato, stanco. Ho bisogno di fermarmi.
Voglio stare tranquillo, trovare il silenzio, la serenità, la vacanza, la distrazione.
Proteggere me e il mio mondo. Ma anche aprirmi all’esterno.
Agli amici. L’ho fatto poco e male in queste ultime settimane.

Ho lavorato con un pilota automatico.
Mi sono inabissato dentro un mondo angoscioso con un pensiero fisso.
Talmente pieno del mio dolore, della mia paura,
che non ero più in grado realmente di vedere, di sentire.
Di capire dove sono realmente io, dove è lei. Dove è il mondo.
Cosa è amore, cosa è dolore. Cosa tenere, cosa lasciare.

Non ho più voglia di avere questa eco muta, questo riverbero rumoroso.
Questa produzione infinita di parole.
La vita è altrove. E’ più semplice meno drammatica.
Nelle strade, nelle case, nei cuori delle persone che ti vogliono bene.
Persone alle quali dare cose semplici ma importanti, l’attenzione, l’affetto, il tuo tempo.

Basta questi drammi, questi up and down eccessivi. Devi ricominciare a vivere.
Basta parole, ricerche estetiche, immagini ossessive, falsi intellettualismi, faticose schermaglie.
Inutili attese. Tutto questo è folle. E’ masturbatorio, solipsistico, alienante.

Voglio smettere di riempirmi la bocca e la mente di cose che devono trovare un altro sfogo.
Probabilmente prendere un’altra forma. Forse terminare qui.
Voglio fare un atto di umiltà. Di semplicità.
Non è una rinuncia. Un abbandono del campo.
E’ un cambiamento. E’ un nuovo assetto. Questo lo spero. Mi auguro di non perdere la fiducia.
Mi auguro di dimenticare qualcosa ma non tutto. Mi auguro di imparare ad amare in modo nuovo.

Grazie. Sei stato un luogo segreto e prezioso. Uno specchio magico.
Un amico che mi ha fatto vedere i sentimenti, le paure.
Quante emozioni e comportamenti contrastanti.
Quali strani meccanismi si mettono in moto senza il tuo controllo.

Sei stato un amico sempre pronto ad ascoltare, senza mettere in discussione.
Ne farò tesoro in futuro. Quindi ciao Vallombrosa secret box.
Non so se riuscirò a starti proprio lontano. Ogni tanto tornerò. Ti rileggerò.
Sei un flebile legame con i miei ricordi, con il mio passato.
Sei qualcosa che ora devo chiudere, tenere a bada. In disparte.

Ci vuole un po’ di mare calmo dopo la tempesta.
Devo controllare le emozioni. Dedicarmi a me. Vivere. Partire. In India.
Dimenticare. E magari ricominciare.

La vita è bella, piena di amore. Piena di luoghi e persone da scoprire.
Piena di vita. Non si puo’ essere così masochisti. Non si puo’ scegliere il dolore.
La vita è amore. E forse per amore devo lasciar vivere.
Me, loro.

Amazzone

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Sei un’amazzone, una virago. Come le donne eroiche della mitologia.
E’ difficile pensare che tu possa chiedere aiuto.
Anche se io lo sento ma forse non ti ascolto, non ancora.

Sento l’adrenalina del tuo corpo, della tua corsa, della tua competizione.
Sei addestrata come un cavallo di razza a guidare, a saltare gli ostacoli.
A volte a imbizzarrirti, spesso a fuggire, a scartare. Ma io non ho paura.

Tutto questo lotta con il tuo desiderio di armonia, di amore con l’uomo.
Con la tua forza creatrice, il tuo senso di maternità che emerge e vuole vivere.
E’ in conflitto con la tua voglia di gettare le armi, di cedere, di venire incontro.

Puoi non dare retta alla tua paura, lei ti porta a esagerare.
Divide et impera, suggerisce la tua insicurezza, il tuo sistema di autodifesa.
Ma non lasciare che la materialità, l’orgoglio prendano il sopravvento sulla spiritualità.

Lascia uscire e fluire i tuoi colori, la tua musica, la tua creatività.
L’amore è unione, dialogo, corpo e spirito insieme. E’ difficoltà, impegno.
E’ noi siamo e non io sono. Non è affermazione ma diminuzione dell’ego.

Esiste un creatore e una creatura. Esiste un disegno, forse divino.
Non possiamo creare ogni cosa, ma ogni cosa possiamo distruggerla.
Anche la possibilità di un destino insieme di felicità.

Elena

elena.jpgElena è una figura della mitologia greca, nell’immaginario europeo, è l’icona dell’ eterno femminino. Proprio questa sua caratteristica archetipica fa sì che nell’immensa letteratura nata attorno alla sua figura, Elena non venga mai considerata responsabile dei danni e lutti provocati dalle contese nate per appropriarsi della sua bellezza.

Sua madre Leda era sposata con Tindaro. Un giorno Leda venne rapita da Zeus camuffato da cigno. Da una contemporanea unione con Zeus e col marito nacquero Polluce e Elena, figli di Zeus, Castore e Clitennestra, figli di Tindaro.[1]

Elena fu allevata in casa Tindaro e ancora giovinetta fu al centro di numerosi miti di seduzione: Teseo la rapì che era ancora fanciulla. Elena infatti era ritenuta la donna più bella del mondo, e poiché numerosi erano i pretendenti Tindaro lasciò che ogni decisione fosse della ragazza, onde evitare che una sua interferenza potesse causare una guerra. La scelta cadde su Menelao, re di Sparta. La sorella Clitennestra sposò invece Agamennone, fratello di Menelao. Elena venne poi rapita da Paride, principe troiano.

Il patto di solidarietà stipulato tra i contraenti di quel matrimonio spingerà gli stessi, con a capo Agamennone, a dichiarare guerra a Troia.

Alla morte di Paride, Elena ne sposò il fratello Deìfobo.

Controversa fu la sua fine. Nell’Odissea Elena appare riconciliata col marito e tornata a Sparta per regnarvi al suo fianco, anche se malvista dai sudditi. Si narra pure che Oreste avesse cercato di ucciderla. Secondo altre versioni ebbe una fine misera. Altre ancora la divinizzano insieme ai fratelli Castore e Polluce.

Il mito di Elena è descritto nell’Iliade e nell’Odissea, ma molti poeti successivi ad Omero modificarono il personaggio e la sua mitologia.

Alcune leggende la indicano figlia di Nemesi, la dea della vendetta.
(da wikipedia)

Occhi

Ho i tuoi occhi nei miei occhi.
Brillano davanti a me, sullo schermo riflesso di una magia africana.
Sono intensi e radiosi come i lampi chiari della luce di Zanzibar.
Sono dentro ai tuoi occhi, riflesso nella tua pupilla. Ti vedo e ti catturo.
Il tuo sguardo penetra, attraversa, sorpassa, gira.
Sale e tira giù in picchiata. Come l’aquila del Malawi.

Sono occhi dolci, di una dolcezza che sfugge alle regole e al destino.
Superano i limiti delle parole, della paura, della timidezza, del tuo pudore.
Sono occhi che raccontano più di mille enciclopedie.
Lo sguardo è fermo, immobilizzato da un fotogramma digitale.
Eppure si muove, si agita, pulsa forte come il cuore impazzito di un uomo.

Sono occhi umidi, accecati da un sole tropicale, spaventati dai dubbi dell’abbandono.
Sono occhi che vogliono vedere ma a volte non vogliono sentire.
Sono occhi che accarezzano, avvolgono, scaldano, incoraggiano, chiedono.
Faranno il giro del mondo. Attraverseranno fiumi, montagne, oceani.
Vedranno persone avvicinarsi, uomini allontanarsi.
Foglie cadere, nuvole e refoli di vento.

Se solo si posassero sui miei. Un giorno.
Se solo guardassero lo stesso panorama.
Se insieme potessero ridere e tremare.
Chiedere calore, affetto, comprensione.
Sono occhi ironici, che scherzano, alleggeriscono, si stringono.

Sono dentro ai tuoi occhi, ora.
Loro dentro al mio cuore, la mia anima.
In un panorama immenso, verde, fiorito.
Vedono bambini crescere e adulti sognare.

Sono i tuoi occhi.

occhi.jpg

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